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MATURITÀ, L’ESAME AL VIA DAL 17 GIUGNO

da Il Messaggero (Lorena Loiacono)

Il 17 giugno tutti a scuola: c’è la maturità. Un appuntamento simile, in altri tempi, avrebbe fatto tremare i polsi. Adesso invece sembra un sollievo: in questi giorni di coronavirus e quarantena, infatti, la possibilità che gli esami di Stato si possano svolgere in presenza è decisamente una buona notizia. Significa che le scuole potranno riaprire i battenti e che mezzo milione di candidati potrà vivere l’esperienza dell’esame di maturità. Tanto temuto ma anche tanto atteso.

LA DATA
Il ministero dell’Istruzione sta infatti lavorando a una nuova ordinanza sull’esame di Stato e l’intenzione è quella di non posticipare la data di inizio: vale a dire che tutte le commissioni di esame avvieranno la prova il 17 giugno e nel giro di tre giorni l’esame potrebbe finire.

Quindi il 19 giugno le commissioni potrebbero aver terminato i colloqui e dare il via alle valutazioni. Si tratterà di commissioni interne composte da 6 professori interni e un presidente esterno. I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali e i commissari, invece, dai consigli di classe: in ogni commissione ci sarà obbligatoriamente il commissario di italiano e uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo. Quindi il professore di greco e latino al classico, di matematica e fisica allo scientifico, di lingue al linguistico e così per tutti gli indirizzi degli istituti tecnici e professionali.

I sei docenti della classe potranno fare le domande, in sede d’esame, sapendo esattamente fino a che punto è stato svolto il programma nelle classi cosiddette virtuali. Ogni classe infatti ha avuto diverse modalità di studio e, soprattutto, diverse difficoltà nel portare avanti la didattica a distanza: sarebbe impossibile valutare gli studenti con docenti esterni e con prove nazionali uguali per tutti.

Proprio per questo motivo, infatti, le prove nazionali sono state abolite: non ci saranno lo scritto di italiano e quello di indirizzo. Resta solo la prova orale: un maxi colloquio con cui i professori potranno valutare la preparazione dei candidati in tutte le discipline.

Probabilmente si partirà con un elaborato dello studente per poi toccare tutti gli argomenti. Resta da capire quanto peserà un simile colloquio: in base alla valutazione standard, infatti, 40 dei 100 punti massimi per il voto finale dipendono dai crediti formativi dei ragazzi, quindi in parte anche dai prossimi scrutini, e i restanti 60 punti sono suddivisi in tre prove da 20 punti ciascuno. Il colloquio allora, sostituendosi anche alle due prove scritte, potrebbe valere da solo 60 punti. Buona parte del voto finale dell’esame di Stato, che ha valore legale, comunque, dipenderà da questa prova: per questo il colloquio dovrà necessariamente svolgersi in sicurezza.

IL DISTANZIAMENTO
L’intenzione è quella di far tornare i ragazzi a scuola, ovviamente sempre che il corso della pandemia lo permetta. Il candidato potrebbe infatti sedersi davanti alla commissione ma a debita distanza: si tratterebbe di avere al massimo 10 persone in un’aula. Scegliendo un’aula spaziosa, non ci sarebbero i rischi di un mancato distanziamento. Oppure resta sempre la possibilità dell’orale online, in collegamento con la commissione: i docenti potrebbero anche trovarsi in un’aula dell’istituto stesso. L’aspetto importante è garantire la serietà dell’esame.

Interrogare un ragazzo online, da casa, comporta infatti diversi rischi: da un lato lo studente potrebbe ricevere aiuti e suggerimenti da chi gli sta intorno, restando fuori dal campo visivo della webcam, e dall’altro la connessione potrebbe saltare improvvisamente. Per l’esame di terza media non c’è speranza: la prova non si farà. I ragazzi prepareranno una tesina da consegnare ai docenti che, da lì, avvieranno la valutazione finale.

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