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Esami di Stato 2020, docenti a disposizione fino al 30 giugno. Ma c’è chi non è più in sede

da OrizzonteScuola.
Gli esami di Stato 2020 cominceranno con l’insediamento delle commissioni dal 15 giugno. I lavori – secondo le anticipazioni contenute nella bozza – si svolgeranno in presenza a meno che non ci saranno condizioni tali da dover ricorrere alla modalità telematica. 

Le commissioni sono costituite da 6 docenti facenti parte del Consiglio di Classe, più il Presidente esterno.

Gli Uffici scolastici regionali pubblicheranno gli elenchi regionali dei Presidenti di commissione il 21 maggio 2020. Tuttavia sappiamo già di problemi a reperire tale figura in Piemonte, dove le istanze sono state nuovamente aperte.

Partecipazione ai lavori costituisce obbligo

I docenti nominati sono obbligati a partecipare agli Esami di Stato, a  mano che non ci sia un legittimo impedimento appositamente documentato.

La bozza dell’ordinanza afferma

“La partecipazione ai lavori delle commissioni dell’esame di Stato da parte del presidente e dei commissari rientra tra gli obblighi inerenti allo svolgimento delle funzioni proprie dei dirigenti scolastici e del personale docente della scuola.”

pertanto  “Non è consentito ai componenti le commissioni di rifiutare l’incarico o di lasciarlo, salvo nei casi di legittimo impedimento per motivi che devono essere documentati e accertati.”

L’assenza va giustificata.

Chi sostituisce i commissari interni

In prima istanza i docenti interni alla scuola, secondo un determinato ordine. L’ordine di priorità delle sostituzioni

La bozza afferma

“Il personale utilizzabile per le sostituzioni, con esclusione del personale con rapporto di lavoro di supplenza breve e saltuaria, deve rimanere a disposizione dell’istituzione scolastica di servizio fino al 30 giugno 2020”

Dunque, come d’altronde ogni anno, i docenti dovranno essere a disposizione della scuola fino al 30 giugno. Ma mentre gli anni precedenti la possibilità di essere chiamati era limitata ai commissari interni, adesso le probabilità aumentano. E il timore di dover svolgere gli esami in presenza potrebbe fare il resto.

Ma tra i docenti a disposizione potrebbero esserci chi non è più in sede da marzo, quando le attività didattiche sono sospese. Pertanto garantire l’immediata sostituzione potrebbe diventare difficile. Né  il non essere in sede costituisce di per sé una giustificazione, se sarà possibile  in quelle giornate spostarsi da un comune all’altro o ancor di più da una regione all’altra. Una situazione complessa, della quale forse bisognerebbe tenere conto, senza far finta che il problema non esista.

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